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I viaggi incentive nell’era post-covid: alla riscoperta del bel paese

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Dalla magnificenza di Alpi e Appennini alla profondità del Mar Mediterraneo, passando per siti storici e luoghi dalla tradizione millenaria: complice l’emergenza sanitaria tutt’ora in corso gli italiani sembrano scegliere sempre di più il Bel Paese come meta di viaggi personali e di lavoro.

Fare di necessità virtù: potrebbe essere questo il modo di dire usato dalla nostra cara amata Italia, un paese dalle mille meraviglie riscoperto dai suoi stessi abitanti proprio a causa della pandemia che ha paralizzato il turismo mondiale negli ultimi due anni. Se da un lato infatti anche il nostro Bel Paese ha subito una feroce battuta d’arresto per quanto riguarda il settore travel, registrando un calo delle prenotazioni dall’estero che si aggira intorno alle 245 milioni di presenze perse, si può dire però che finalmente gli italiani abbiano riscoperto con piacere le meraviglie della propria terra come meta di vacanze, viaggi e eventi. Dati alla mano, infatti, un italiano su tre ha scelto nel 2021 di organizzare le vacanze proprio in Italia, non spostandosi in alcuni casi neanche dalla propria regione di appartenenza. Questa tendenza sembra essere stata seguita anche dalle tante aziende italiane che nel 2021 hanno comunque deciso di organizzare viaggi incentive per i propri dipendenti, privilegiando in molti casi mete nazionali e riscoprendo così la bellezza delle Alpi, delle Dolomiti e degli Appennini, la magnificenza della Puglia e della Sicilia e la storicità di città simbolo del nostro Stivale, come Roma, Napoli e Firenze. Una vera e propria modifica delle abitudini di viaggiare e, per le aziende, di organizzare attività incentive: è questo che il mondo del travel è riuscito ad analizzare negli ultimi 24 mesi, con alcune tendenze che sembrano continuare, anche in questo 2022, ad andare per la maggiore. Qui di seguito potete trovare 4 abitudini che gli italiani e le aziende italiane sembrano aver preso nell’organizzazione di viaggi personali e aziendali dopo la pandemia: – Più vicino è meglio: per supportare la comunità locale, per conoscere meglio il proprio territorio e le proprie tradizioni. Tanto le aziende quanto i privati decidono di spostarsi meno rispetto al passato, complice sicuramente anche gli ostacoli che la pandemia ha inevitabilmente creato per raggiungere mete più lontane. – Un nuovo occhio alla natura: sempre più popolari risultano le attività incentive di aziende o i viaggi organizzati lontano dalle grandi città, per prendere una boccata d’aria lontano dal traffico delle metropoli. – Il recupero delle piccole cose: un’altra tendenza rilevata è la nuova attenzione alle piccole esperienze ma significative, che possano creare un ricordo e un legame con il territorio. Dalle attività con artigiani locali alle cene organizzate in ristoranti caserecci: gli italiani sembrano voler riscoprire quel mondo lento e genuino di decenni fa. – Largo al benessere: sempre più aziende e italiani decidono di optare per viaggi in cui, alle tradizionali attività, si possano abbinare programmi di benessere mentale ma anche terapeutico, anche per stemperare le tensioni dovute all’emergenza sanitaria. Se i cambiamenti che la pandemia ci ha costretto ad affrontare sono innumerevoli e alcuni difficili da accettare, lo scoprire con altri occhi il paese in cui viviamo è sicuramente uno dei più dolci e preziosi a cui in questi due anni ci siamo dovuti abituare. Perché viaggiare all’estero e conoscere nuove culture è meraviglioso, ma vedere con ritrovata meraviglia ciò che abbiamo proprio accanto a noi è impagabile.