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Anche l’ultimo giorno è gioioso: ecco come si festeggia l’Epifania

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Ecco come si festeggia l’Epifania: Il 6 gennaio è il giorno in cui, per tutti i cristiani del mondo, si considerano finite le vacanze di Natale. C’è chi lo chiama Epifania, chi lo identifica con l’arrivo della Befana e chi invece con quello dei re Magi (o tre Saggi) con in mano i famosi doni per Gesù bambino. Oro, incenso e mirra. Viene chiamato anche il dodicesimo giorno di Natale e per alcuni è il pomeriggio in cui si “abbatte” l’albero e si tolgono tutte le decorazioni.

È comunque un giorno da celebrare e in tutto il mondo si fa in maniera diversa, il più delle volte con riti legati alla tradizione (in Bulgaria, ad esempio, ci si tuffa nell’acqua gelida per recuperare un crocifisso e si faceva già in epoca bizantina) oppure più moderni, con calze e carbone, Befane volanti e regate. Anche in Repubblica Ceca ci si butta nel gelido fiume Moldava, ma per nuotare. Stessa cosa succede pure, ma in altre acque, in Grecia e in Russia. In Australia si benedice, invece, l’oceano.

In alcune nazioni l’Epifania viene celebrata la sera precedente con sfilate di carri allegorici o cortei in costume che fanno rivivere il viaggio che i tre Re avrebbero compiuto, seguendo la stella cometa, fino alla capanna del lieto evento, avvenuto il 25 dicembre; questo accade ad esempio in Spagna o in America Latina, dove i bambini scrivono lettere ai Magi esattamente come fanno i loro coetanei in Italia con Babbo Natale. Chiedono doni, gli ultimi di queste settimane di pacchetti da scartare. Fuori dalla porta lasciano le scarpe che poi vengono riempite di doni e caramelle.

In Italia sono quasi sempre le calze che attendono di essere riempite; chi può le appende al camino, vicino all’albero di Natale. A volte si trova il carbone e significa che non si è stati molto buoni. In alcune città vengono organizzate sfilate e cortei, spesso la Befana vola in cielo appesa a un filo, ma a Venezia si tiene una regata durante la quale uomini vestiti da Befana si sfidano per i canali.

Esistono anche dolci tradizionali pensati per il 6 gennaio: in Messico, ad esempio, se ne trova uno a forma di anello con una figurina nascosta all’interno (si chiama Rosca de Reyes, anello dei re); rappresenta la necessità della Sacra Famiglia di nascondersi da Erode. La stessa torta si può assaggiare anche in California. In Spagna esiste un dolce simile, il Roscòn, ma all’interno si trova una corona: chi la scova nella sua fetta la deve indossare. A Barcellona e in Catalogna la torta dell’Epifania si chiama Tortell o Gâteau des Rois ed è ripiena di marzapane. In Francia la corona si trova sulla torta e non all’interno: cotto dentro all’impasto di marzapane Galette des Rois c’è invece un giocattolo. E chi lo trova nel suo piatto sarà fortunato per tutto l’anno appena iniziato.